museo

Kartell Museo è nato nel 1999 in occasione del cinquantesimo anniversario dell’azienda ed è stato creato dal Presidente Claudio Luti con l’obiettivo di conservare, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale, ideale, materiale e immateriale dell’azienda.

Nel 2000 ha ottenuto il Premio Guggenheim Impresa & Cultura come miglior museo d’impresa.
Le sue collezioni, sempre in crescita, si compongono di oltre 8.000 oggetti, 5.000 disegni e 15.000 fotografie che restituiscono un quadro preciso dell’evolversi della storia di Kartell e della sua produzione, dei materiali plastici adottati, delle tecnologie produttive e delle strategie di comunicazione e distribuzione impiegate nel corso dei settant’anni di attività dell’azienda.

Kartell Museo ha sede nello stabilimento Kartell di Noviglio, alle porte di Milano, quartier generale dell’azienda dal 1967. L’edificio, progettato dagli architetti Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella, è oggi considerato uno dei più interessanti esempi di architettura industriale in Lombardia.
Il percorso espositivo del Museo si sviluppa in una mostra permanente di oltre 2.000 metri quadrati, realizzata su progetto di allestimento dell’architetto Ferruccio Laviani e curatela di Elisa Storace. La mostra comprende i materiali più interessanti legati alla storia progettuale dei prodotti editi dal 1949, anno di fondazione dell’azienda, a oggi.
Tra questi spiccano gli autoaccessori, i casalinghi, le lampade, gli articoli per laboratorio, i mobili e i complementi d’arredo che hanno contribuito al cambiamento del paesaggio domestico e che sono entrati nella nostra quotidianità come oggetti iconici del design italiano.

Il Museo è visitabile su prenotazione ed opera per diffondere la cultura del design presso il pubblico tramite pubblicazioni e ricerche, visite guidate e mostre.

MISSION

La Fondazione Museo Kartell si propone di diffondere presso il pubblico la conoscenza del design industriale e dei processi estetici e produttivi ad esso collegati. A tal fine la Fondazione intende porsi quale Museo di Impresa, istituzione culturale permanente e aperta al pubblico, dedicandosi alla conservazione, catalogazione ed esposizione dei beni mobili costituenti il patrimonio e la fisionomia culturale/aziendale di Kartell Spa anche in una logica di interrelazione culturale ed operativa con gli altri organismi agenti nel settore e le istituzioni culturali nazionali e internazionali. La Fondazione intende altresì approfondire, sotto ogni aspetto, i legami esistenti tra le materie e le forme di oggetti di uso quotidiano che costituiscono una testimonianza significativa della civiltà umana e dell'ambiente in cui essa si è sviluppata, in un contesto di riscoperta e promozione della valenza culturale del prodotto industriale. "Il contesto nel quale Kartell opera è sostanzialmente quello del disegno industriale, che coinvolge la progettazione, la produzione e l'utilizzo del prodotto in un sistema culturale che si riflette in tutte le sue attività di ricerca e comunicazione, ma che soprattutto si esprime attraverso i prodotti, che ne rivelano pienamente l'iter culturale e l'impegno. Questa memoria concreta e tangibile è messa a disposizione del pubblico che può così riconoscersi, lungo il percorso, in oggetti che fanno parte del paesaggio quotidiano."

la storia

1949

Il giovane ingegnere chimico Giulio Castelli fonda Kartell. Fin dall’inizio l’azienda opera a Milano, incentrando la produzione dei propri articoli sulla ricerca tecnologica e sul design. “Era mia intenzione produrre oggetti che avessero caratteristiche innovative, intese come applicazione di nuove tecnologie produttive, rivolte all’economia del materiale e all’efficienza del processo”, dice Giulio Castelli.

1950

Nasce la Divisione Autoaccessori. Il portasci K101, l’unico del suo genere leggero e facile da installare, è il primo prodotto Kartell. Tra gli oggetti del catalogo della Divisione Autoaccessori ci sono un portapacchi, un portasci, una fune da traino, una copertura per telone, nonché una protezione solare e accessori per l'arredamento degli interni.

1953

Il giovane ingegnere chimico Giulio Castelli fonda Kartell. Fin dall’inizio l’azienda opera a Milano, incentrando la produzione dei propri articoli sulla ricerca tecnologica e sul design. “Era mia intenzione produrre oggetti che avessero caratteristiche innovative, intese come applicazione di nuove tecnologie produttive, rivolte all’economia del materiale e all’efficienza del processo”, dice Giulio Castelli.

1955

Il secchio tondo con coperchio KS 1146 vince Premio Compasso d’Oro 1955, il primo della lunga serie di premi ottenuti da Kartell nel corso degli anni. Il contributo che Kartell dà al settore dei casalinghi è legato sia all’utilizzo dei nuovi materiali plastici, che si sostituiscono al legno e al metallo, sia al design dei prodotti che, su disegno di Gino Colombini, sono proposti con significative modifiche funzionali.

1956

Esce il primo numero della rivista “Qualità”. Pubblicata dal 1956 al 1960, tratta il tema dei materiali plastici applicati al design e all’architettura. Dal terzo numero in poi la sua direzione artistica è a cura di Michele Provinciali.

1957

La Tinozza rettangolare KS 1065 disegnata da Gino Colombini vince il Premio Compasso d’Oro. La sua struttura è molto resistente grazie al bordo aggiunto realizzato in un materiale più rigido rispetto a quello della tinozza.

1958

Nasce la Divisione Labware. L’apertura del settore dedicato agli articoli per laboratorio avviene quando l’azienda ha raggiunto un’approfondita conoscenza delle materie plastiche che, per le loro caratteristiche di infrangibilità e resistenza, rappresentano un salto di qualità rispetto ai materiali tradizionali.

1959

Nasce la Divisione Illuminazione. Kartell sviluppa nuove soluzioni funzionali e ambientali per l’illuminazione domestica. La lampada 4006 di Achille e Piergiacomo Castiglioni, esemplare per la sua semplicità formale, è la prima a sospensione prodotta da Kartell.

1960

Lo Scolapiatti KS 1171 vince il Compasso d’Oro. Nella motivazione della giuria del Premio si legge: “(…) La ben nota capacità interpretativa delle caratteristiche dei materiali da parte dei designer e la ben nota cura esecutiva del produttore completano il quadro di questa modesta ma esemplare lezione di design”

1963

Nasce la Divisione Habitat. Kartell avvia la produzione di prodotti d’arredamento in plastica. Nel corso degli anni ‘60, con l’affermazione internazionale del design italiano e milanese, l’azienda consolida la propria identità avvalendosi del contributo di designer esterni come Giotto Stoppino, Marco Zanuso e Joe Colombo ed esplorando la versatilità dei materiali.

1964

E’ l’anno della svolta: la seggiolina per bambini K 1340 (poi K 4999) è la prima seduta al mondo in plastica. Disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper è combinabile, smontabile e facile da pulire. Progettata per essere insieme seduta e strumento di gioco richiede ben quattro anni di sviluppo prima di entrare a tutti gli effetti in produzione.Vince il Compasso d’Oro nello stesso anno.

1965

Joe Colombo disegna la poltrona 4801. Composta da tre elementi ad incastro di compensato curvato, è l’unico prodotto Kartell del periodo realizzato interamente in legno. Oggi è rieditata in materiale plastico.

1967

Kartell realizza la sedia 4867 Universale. Disegnata da Joe Colombo, è la prima sedia industriale al mondo, ‘a misura d’uomo adulto’ e non di bambino, interamente stampata a iniezione in materia plastica.

1967

Inaugura la sede Kartell di Noviglio. Progettata da Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella per il quartier generale dell’azienda, oggi accoglie anche il Kartell Museo.

1969

Anna Castelli Ferrieri disegna la versione tonda dei mobili Componibili. Di poco successivi ai mobili Componibili quadri, i primi mobili modulari, i Componibili tondi, rispondono alle esigenze di mobili leggeri e informali dei giovani degli anni ’60. Sono tra i dieci best seller di Kartell, attuali ancor’oggi dopo più di 40 anni dalla loro produzione. p>

1969

Ugo Mulas fotografa Anna Castelli Ferrieri insieme alla squadra dei designer Kartell (Giotto Stoppino, Joe Colombo, Alberto Rosselli, Ignazio Gardella, Olaf Von Bohr e Gino Colombini) al 9° Salone Internazionale del Mobile di Milano.

1970

Giotto Stoppino disegna la lampada 4032 Tic Tac. La lampada è progettata con l’interruttore integrato nel fusto che si attiva premendo sul paralume. Il suo nome è onomatopeico e si riferisce al rumore che essa produce quando si accende o si spegne.

1972

Kartell partecipa alla mostra del MoMA “Italy: The New Domestic Landscape”. Sono esposti in mostra i tre moduli abitativi prodotti da Kartell su disegno di Ettore Sottsass, Marco Zanuso e Gae Aulenti. Nello stesso anno gli oggetti del catalogo Kartell entrano nella collezione permanente del museo americano.

1973

Nasce Centrokappa.
Il team Centrokappa, diretto da Valerio Castelli e composto da oltre venti creativi (tra i quali Michele De Lucchi e Paola Navone) sviluppa progetti di design e comunicazione e produce eventi culturali finalizzati alla promozione del design italiano.

1975

Giulio Polvara progetta la libreria componibile 4760/4765. E’ il primo esempio di libreria modulare completamente realizzata in materiale plastico, estendibile a piacere e componibile tramite l’incastro di piani e giunti. Alla libreria sono aggiunti cubi-contenitore nei colori primari disegnati da Centrokappa.

1975

Kartell realizza la “Mostra Internazionale della sedia in materiale plastico”. La mostra, curata da Centrokappa, stimola il dibattito sul tema della sedia in materiale plastico, dalle origini al presente, attraverso l’esposizione di 101 emblematiche sedie multimarca.

1976

Nasce la collezione di contenitori da tavola Kartell. Disegnata da Anna Castelli Ferrieri, Centrokappa e Franco Raggi, è una linea di recipienti per alimenti che risponde alla tendenza di abolire la distinzione tra gli ambienti sala da pranzo e cucina e rende finalmente possibile portare il cibo direttamente dal frigorifero alla tavola senza l’utilizzo dei piatti da portata.

1979

Centrokappa progetta il Sistema Scuola. Un sistema di elementi di arredo per l’asilo, allo stesso tempo didattici e di gioco, composto da sedute, panche e tavoli corredati da una serie di accessori, da comporre e scomporre tramite grandi viti e un cacciavite-giocattolo.

1979

Premio Compasso d’Oro 1979 all’Azienda. Motivazione della giuria del Premio Compasso d’Oro: “Per la politica aziendale basata sulla coerenza della progettazione dei suoi prodotti e su una costante ricerca ed immagine evolutiva”.

1982

La padronanza nelle tecnologie di stampaggio industriale che Kartell ha acquisito in trent'anni di esperienza dà i suoi frutti e la collezione si caratterizza per una spiccata libertà linguistica. L’art director Anna Castelli Ferrieri affina il suo stile conciliando il suo credo razionalista con il tema del colore e le suggestioni del post-modernismo.

1986

Kartell realizza il progetto “INES - la casa terminale”, di Denis Santachiara. Prodotta in un unico esemplare in occasione della mostra della Triennale di Milano “Progetto domestico. La casa dell’uomo”, INES è una domestica robotica che, come il pubblico scopre durante la performance messa in scena alla mostra, rivendica la sua indipendenza ribellandosi ai comandi del suo padrone.

1987

La sedia 4870 ottiene il Premio Compasso d’Oro ADI. La sedia impilabile è disegnata da Anna Castelli Ferrieri ed in essa, citando la motivazione della Giuria del Premio: “…i valori d’uso, economici e tecnologici, risultano perfettamente omogenei”.

1988

Claudio Luti rileva Kartell e diventa il nuovo Presidente. Rivedendo il catalogo nel rispetto del DNA Kartell, il Presidente Luti concentra la sua strategia sul prodotto e inaugura un inedito modo di intendere il materiale e le superfici. Il team creativo si amplia con la collaborazione di designer quali Philippe Starck, Antonio Citterio, Vico Magistretti, Ron Arad, Ferruccio Laviani.

1988

Philippe Starck disegna la sedia Dr. Glob. E’ la prima seduta che presenta superfici squadrate e opache, colori pastello e parti metalliche. Con essa la seduta in materiale plastico acquista lo status di ‘lusso democratico’.

1991

Ron Arad, Antonio Citterio, Vico Magistretti, sono i designer che, in seguito al brillante inizio con Philippe Starck, Claudio Luti chiama a collaborare per la realizzazione di nuovi arredi. Gli oggetti abbinano parti strutturali in metallo a elementi in materiale plastico, con meccanismi a vista e superfici opache e sofisticate. Contemporaneamente l'azienda promuove un'intensa ricerca sul tema dell'ufficio con il design di una serie di mobili adatti all'ambiente di lavoro e all'home office.

1994

Nasce Bookworm. Ron Arad firma la prima libreria a configurazione libera – non in linea retta – costituita da una banda flessibile in materiale plastico che può essere fissata alla parete a piacimento. La libreria ottiene una immediata risposta di pubblico. Di Arad, è anche la sedia dalle forme fluide FPE che abbina un foglio di plastica stampata ad una struttura di estruso in alluminio ed è prodotta con un macchinario creato ad hoc.

1994

Antonio Citterio, in collaborazione con Glen Oliver Löw, esordisce nel 1991 con due carrelli per la casa, “Battista” e “Gastone”, ai quali fanno seguito i carrelli per PC e TV OXO e il sistema di cassettiere Mobil che vince il Premio Compasso d’Oro. Così la giuria motiva il Premio: “L’oggetto suggerisce l’idea di un lavoro di ufficio ricco di flessibilità. Tutte le soluzioni tecnico-formali sono convergenti e coerenti. Esemplare la scelta tra il materiale metallico del supporto e la plastica traslucida colorata della cassettiera”.

1996

Vico Magistretti incontra Kartell dopo un'intensa carriera e quando è già uno dei maestri del design italiano e disegna le sedute “Mauna-Kea” e “Maui”. Maui, del 1996, è la prima monoscocca in polipropilene che non presenta nervature o parti metalliche a sostegno dello schienale, in essa, ogni particolare strutturale ed estetico possiede caratteri innovativi.

1997

Kartell apre il primo flagship store a Milano. Oggi Kartell conta più di 130 Flagship Store monomarca, 250 shop-in-shop e 2500 rivenditori in oltre 130 paesi.

1997

Il nuovo e ampio catalogo prodotti di Kartell è ormai configurato: tanti designer, tanti stili, tanti riferimenti culturali diversi. Gli oggetti Kartell sono in vendita in tutto il mondo, abitano le case di tutto il mondo, sono progettati per toccare le corde dell'emotività e suscitare affezione negli acquirenti di luoghi vicini e lontani.

1999

Nasce La Marie. La Marie di Philippe Starck è la prima sedia in policarbonato trasparente del mondo. Realizzata in un unico stampo porta il concetto di trasparenza nel mondo dell’arredamento. La plastica diviene preziosa ed entra in ogni contesto abitativo.

1999

In occasione del 50° anniversario della nascita dell'azienda, il presidente Claudio Luti fonda il Kartell Museo. Le collezioni del Museo si costituiscono di una ricca serie di materiali eterogenei legati alla storia aziendale: oggetti di produzione, prototipi, disegni, documenti e fotografie. Il Museo è collocato nello spazio della sala mostre storica dello stabilimento di Noviglio, sede dell’azienda dalla fine degli anni ’60, ed è organizzato con una mostra permanente che espone circa 1000 oggetti. La mostra permanente, realizzata su progetto di Ferruccio Laviani, illustra la storia dell'azienda dai suoi esordi.

2000

Il Kartell Museo ottiene il Premio Guggenheim Impresa & Cultura come miglior Museo d’Impresa e il Centre Pompidou di Parigi realizza la mostra monografica “La Donation Kartell, un environment plastique” che raccoglie i pezzi provenienti dall'archivio storico del Museo. La donazione da parte di Kartell al Centre Pompidou, in occasione della mostra, comprende diversi modelli ed esemplari fuori produzione e contribuisce in maniera significativa allo sviluppo della collezione di design del Museo parigino.

2001

Il presidente Luti si circonda di nuovi designer, talentuosi progettisti che hanno la sensibilità per comprendere le logiche di produzione in grande serie, l'intelligenza di sfruttarle al meglio e la capacità di fare con le tecnologie industriali oggetti emozionali. Ed è proprio quell'alchimia tra tecnologia ed emozione che rappresenta l'essenza del design Kartell e che si ritova anche nel divano Bubble Club, premiato con il Premio Compasso d’Oro nel 2001.

2002

Il libro “Kartell. 150 Items, 150 Artworks”, edito da Skirà e realizzato su concept di Franca Sozzani e Luca Stoppini, raccoglie i contributi di 150 fotografi e artisti, tra i quali Helmut Newton, Bruce Weber, Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft. Gli artisti coinvolti sono invitati a dare la propria interpretazione degli oggetti Kartell attraverso la produzione di uno scatto fotografico, un’opera o un testo. La mostra per la presentazione del libro si svolge a La Triennale di Milano con un suggestivo allestimento di Ferruccio Laviani che espone 150 libri disposti su altrettanti leggii, ogni volta aperti su una pagina diversa.

2002

Nasce Louis Ghost di Philippe Starck. La poltroncina trasparente connota l’immagine dell’azienda più di ogni altro prodotto realizzato fino ad allora. La sua forma baroccheggiante, come lo stesso Starck afferma, “Deriva dalla memoria collettiva dell’Occidente”. Alla poltroncina Louis Ghost seguono la sedia Victoria Ghost (2005) e la seggiolina bimbi Lou Lou Ghost (2008).

2002

Kartell inaugura la riapertura della Divisione Illuminazione. Come nel 1958, con la prima Divisione Illuminazione, designer del calibro di Achille e Pier Giacomo Castiglioni e Marco Zanuso scrivevano un nuovo capitolo della storia del design della luce, nel 2002 Ferruccio Laviani raccoglie l'eredità dei maestri ed elabora il suo progetto per Kartell. Un progetto coerente e rispettoso dei valori della produzione industriale e delle qualità dei materiali plastici.

2006

Si amplia il team dei designer. Con Patrick Jouin, Marcel Wanders, Patricia Urquiola, Erwan e Ronan Bouroullec e Tokujin Yoshioka, Kartell approfondisce la sperimentazione sul tema delle superfici e realizza prodotti texturizzati e mossi.

2008

Ospiti d’onore da Dolce & Gabbana saranno per la prima volta le lampade disegnate da Ferruccio Laviani per Kartell, l'intera lights collection e in anteprima i prototipi di prossima produzione.

2008

La medesima ricerca nei materiali e nelle tecnologie produttive che Kartell porta avanti per il design degli arredi, già rivestiti da tessuti disegnati dai grandi nomi della moda, si riflette anche negli accessori della divisione “Kartell à la mode”, la quale si caratterizza per l’approccio estetico incentrato sul colore e sulla leggerezza. Gli accessori portano la firma di .normaluisa, Moschino, Christian Lacroix , N°21 e Paula Cademartori.

2008

La sedia Mr. Impossible nasce dall'idea, apparentemente impossibile, di unire due scocche ovali in policarbonato trasparente senza che il punto di giuntura sia visibile, in modo che la scocca superiore sembri fluttuare a mezz'aria. Con Kartell l’impossibile diventa possibile grazie all’utilizzo di un'innovativa tecnologia di saldatura laser che dona alla seduta l'effetto cercato: tridimensionale e bicolore. Il progetto ottiene il Good Design Award 2008.

2009

Kartell presenta la sedia Masters, disegnata da Philippe Starck con Eugeni Quitllet. La silhouette di questa sedia nasce dalla fusione di tre note sedute: la “Serie 7” di Arne Jacobsen, la “Tulip Armchair” di Eero Saarinen e la “Eiffel Chair” di Charles Eames. Il progetto vince il Good Design Award nel 2010 e il Red Dot Design Award nel 2013.

2009

Kartell compie 60 anni e al Salone del Mobile di Milano mette in mostra il meglio di 60 anni di mentalità industriale e design creativo. Per l'occasione, energia, creatività e vitalità Made in Kartell trovano libero sfogo anche nel Flagship Store di Milano, con un happening mondano dedicato al 50° compleanno della bambola in plastica più famosa al mondo, Barbie, che si è regalata una nuova casa di puro design creata per lei da Kartell.

2010

Tokujin Yoshioka firma la collezione The Invisible. Il progetto consiste nella creazione di una serie di pezzi unici realizzati a mano con lastre di grande spessore. Le sedute e i tavoli della collezione ispirano la linea di tavoli e tavolini monoblocco “Invisible Table” prodotti industrialmente nel 2012 e premiati nel 2013 con il Best of the Best del Red Dot Design Award.

2011

In occasione del 50° Salone del Mobile Kartell ha presentato un progetto speciale per celebrare Milano attraverso il coinvolgimento di personalità simbolo della città, appartenenti ai settori creativi più eterogenei (moda, design, arte, fotografia, letteratura, spettacolo, musica, cucina). Il progetto ha dato vita ad un’inedita e originale collezione di oggetti Kartell rivisitati. Ogni partecipante ha scelto uno dei pezzi cult del brand e lo ha trasformato, secondo la propria attitudine, creatività e inventiva, in omaggio alla città di Milano. Le opere realizzate sono state vendute all'asta, realizzata alla Rotonda di via Besana e tenuta da Sotheby's, in favore della Fondazione Umberto Veronesi.

2011

Le "7 electric chairs...as you like it!" di Bob Wilson, compongono una serie unica di sette sedute scultoree ispirate alle sette età dell'uomo (dall'infanzia all'oblio) che sono descritte nel monologo di Jacques nella commedia "As You Like It" di William Shakespeare. Le sedute, in policarbonato trasparente, hanno luci al neon in diverse tonalità di bianco.

2012

Taschen edita la prima monografia dedicata ad un’azienda di design: “Kartell. The Culture of Plastics”. Il volume racconta la storia di Kartell in 400 pagine, attraverso immagini storiche e contributi critici di storici e curatori, tra i quali: Gillo Dorfles, Deyan Sudjic e Franca Sozzani.

2012

A riprova di una tradizione ricca di prestigiose collaborazioni internazionali e contaminazioni con i mondi più diversi, Kartell ha presentato la collaborazione con Lenny Kravitz. La rock-star americana, insieme al suo Kravitz Design Team, ha creato una collezione di sei poltroncine Mademoiselle (di Philippe Starck) reinterpretate e rivestite di pitone, pelliccia, cuoio e trame intrecciate.

2014

In occasione del suo 15° anniversario il Museo è stato riprogettato per poter raccontare tutta la storia dell’azienda dal 1949 ad oggi, attraverso la mostra permanente attraverso una nuova area espositiva al piano terra, intesa ad accogliere mostre temporanee e installazioni, in aggiunta ai progetti speciali e culturali realizzati negli ultimi anni.

2014

Kartell celebra 15 anni di trasparenza. Il divano Uncle Jack di Philippe Starck è il coronamento del percorso di innovazione iniziato nel 1999 con La Marie (la prima sedia in policarbonato trasparente del mondo) e proseguito negli anni 2000 con oggetti iconici come la poltroncina Louis Ghost e la lampada Bourgie. Del 2014, il divano Uncle Jack è un primato assoluto: 1,90 mt di larghezza, 95 cm di altezza, quasi 30 kg di peso per il più grande prodotto d’arredo mai realizzato in policarbonato trasparente in unico stampo a iniezione. Nel 2016 viene premiato con il Red Dot Design Award Best of the Best.

2014

Nel 2014 Kartell ritorna alla produzione di oggetti per la tavola con un progetto di piatti bicchieri e accessori in materiale plastico disegnati da Jean Marie Massaud, Philippe Starck e Patricia Urquiola. Il progetto si chiama “Kartell in tavola” in omaggio alla storica linea per la tavola prodotta dall’azienda fino al 1979.

2015

Kartell rende omaggio al maestro del design Ettore Sottsass con una collezione di oggetti inediti disegnati per Kartell nel 2004. La collezione, composta da un vaso e due sgabelli, esprime una spiccata vicinanza all’estetica di Memphis. Si accompagnano alla linea alcuni inediti imbottiti della collezione soft Kartell rivestiti con tessuti disegnati da Kartell in collaborazione con Memphis.

2016

La sedia Piuma disegnata da Piero Lissoni è un prodotto rivoluzionario. Il suo sviluppo ha richiesto due anni di ricerca per implementare l’utilizzo di un polimero termoplastico complesso caricato con numerose fibre, fra cui il carbonio, che conferisce alla seduta grande rigidità meccanica unita ad un’elevata leggerezza. Piuma ha uno spessore di pochi millimetri ed è ultraleggera (appena 2,2 kg). E’ stata premiata con il Red Dot Award Best of the Best 2017.

2016

Un’esperienza quella del mondo kids che per Kartell ha origini lontane. La prima sedia Kartell infatti è per bambini: la 4999 di Marco Zanuso e Richard Sapper nel 1964, la prima sedia al mondo interamente in plastica. Da questa storia, cinquant’anni dopo prende forma la linea Kartell Kids con nuovi prodotti disegnati da Nendo, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Philippe Starck.

2017

Un classico senza tempo, che guarda da sempre al futuro: i Componibili disegnati da Anna castelli Ferrieri, compiono 50 anni e Kartell dedica un evento speciale. Per festeggiare questo anniversario sono chiamati a portare il proprio contributo designer da tutto il mondo: Ron Arad, Mario Bellini, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Alberto Meda, Alessandro Mendini, Nendo, Fabio Novembre, Philippe Starck, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka e i brand Emilio Pucci, Missoni e molti altri.

2017

Con un allestimento scenografico ed emozionante, il D Museum di Seoul ha ospitato la mostra Plastic Fantastic, che ha raccontato l’evoluzione del design Kartell dagli anni ’50 ad oggi. Nelle sale del D Museum, che è stato interamente dedicato alla mostra, il pubblico ha scoperto gli oggetti più belli di Kartell, dai complementi e gli oggetti per la casa della collezione storica proveniente dal Kartell Museo, agli arredi e le lampade contemporanee.

2019

La mostra “The art side of Kartell” celebra i 70 anni dalla fondazione dell’azienda e ne racconta la storia da un punto di vista inedito: l’arte. Ovvero come gli oggetti di design Kartell siano stati d’ispirazione per gli artisti e viceversa, come l’arte abbia influenzato il design. E come questo processo di mutuo scambio tra le discipline da sempre rappresenti per Kartell una presenza costante, una guida discreta verso l’innovazione. La mostra, curata da Ferruccio Laviani e Rita Selvaggio, ospitata nel prestigioso Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano, è promossa da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Kartell.

2019

La collezione Kartell Smart Wood nasce dall’amore per il design, per il segno che è la cifra distintiva dell’oggetto, ma soprattutto nasce dalla continua ricerca di nuovo e di innovazione. L’idea creativa sviluppata da Philippe Starck parte dalla scelta di un materiale come il legno che è il più nobile e il più antico, ma è trasformato da Kartell in prodotto industriale. Attraverso uno speciale brevetto, infatti, il legno viene lavorato con uno stampo in grado di portare al limite la curvatura del pannello e creare la scocca della seduta con rotondità sinuose.

2019

Nei suoi 70 anni di storia Kartell ha interagito con la meccanica nella realizzazione di processi industriali finalizzati a trasformare un disegno in un prodotto riproducibile su larga scala attraverso stampi sempre più sofisticati. Nel 2019 questo processo di relazione con la macchina si arricchisce di un passaggio. Nasce il primo oggetto di design concepito dall’intelligenza artificiale che ha risposto agli input ricevuti dal designer (Philippe Strack) e dall’azienda (Kartell). Grazie alla collaborazione tra Kartell, Philippe Starck e Autodesk azienda americana leader nella produzione di software 3d ingegneria e intrattenimento che aiuta ad immaginare, progettare e creare un mondo migliore, nasce la serie A.I.

2019

Kartell loves the planet è il manifesto industriale con il quale Kartell intende sottolineare il suo impegno per la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. La passione per l’eccellenza, che guida lo sviluppo di Kartell dalle sue origini, porta l’azienda a mettere al centro la responsabilità per l’ambiente e l’attenzione alle buone pratiche di sostenibilità.

PROGETTI SPECIALI

Palazzo reale, Milano

THE ART SIDE OF KARTELL

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La visita

Kartell Museo, Via delle Industrie 3, 20082 Noviglio (MI).

Visitabile su appuntamento.
info@museokartell.it
t. +39 02 90012269

Chiuso nei festivi e nei giorni di chiusura aziendale.
Ingresso libero.
Visite guidate gratuite.